Camper ‘Xenobia Exit Farm’ – Format di Soluzioni Abitative e Laboratori Itineranti

Il nostro Paese negli ultimi anni ha visto incrementare il fabbisogno abitativo per uso personale e di coppia e la rinuncia al concetto di seconda casa, intesa come luogo dove villeggiare o passare le vacanze e le ferie con il coniuge, i figli ed i familiari. Sono nate contemporaneamente anche nuove esigenze come l’affitto di unità lavoro/scrivanie, co-working, co-housing, franchiasing per esercizi commerciali e servizi. Il fenomeno è cresciuto in relazione alla crisi economica e occupazionale, per il ridotto budget di investimento; quanto anche per l’instabilità dovuta alla crisi della famiglia e della necessità sempre più frequente per uno dei coniugi (l’uomo, in primis) di dover provvedere, con le poche risorse rimastegli a disposizione, e in un tempo relativamente breve, a darsi una soluzione/uscita o sistemazione, per ricominciare un percorso di reintegrazione sociale e non solo.

Una esigenza che definisce in maniera esplicita la richiesta di una soluzione pratica ancor prima che di una risposta socioculturale e politica. Infatti, il problema, che segna un cambio di tendenza nelle abitudini degli italiani dal dopoguerra ad oggi -anche per la mancanza di sostegni da parte dello Stato- si incardina in un momento epocale e congiunturale in cui la gente vorrebbe godere meglio il nuovo tempo che ha a disposizione e la possibilità di mettersi in proprio, trasformando le occasioni offerte dalle nuove tecnologie, dal maggiore accesso alle conoscenze, dal riuso e riciclo, dalla consapevolezza ecologica, dalle nuove forme di consumo alimentare, dalle filiere corte e dal risparmio energetico, in un vero e proprio riscatto culturale, sociale, antimatriciale, o per meglio dire, in una sorta di vera riconversione sistemica rivolta alla resilienza (un ritorno al futuro), con la creazione di sistemi autosufficienti e presìdi per la decrescita felice con la formazione di farmers.

Ecco che una soluzione pratica è già a portata di mano, facilmente individuabile là dove l’assenza di opportunità di lavoro “fisso”, la difficoltà di accesso ad una casa degna (seppur ridimensionata nelle aspettative che ognuno ha, secondo propri stereotipi), ci porta inequivocabilmente -superato lo shock iniziale-, a considerare tutti i vantaggi di una nuova economia più a portata della persona: ossia un nuovo modo di concepire i luoghi dell’abitare e del lavoro. E ancor di più la possibilità di godere di un luogo fisico versatile di accesso alla conoscenza per il lavoro ed il tempo libero. Si può così rimediare offrendo, attraverso una classificazione industriale di scala, una soluzione semplice e a conti fatti supereconomica e versatile: la ricerca/immissione nel mercato di campers riciclati, ricondizionati e reingenerizzati. Questa idea si fa sempre più imminente come una proposta che oltre ad anticipare un nuovo mercato, soprattutto italiano -ma non solo-, appare da subito come una rivoluzione copernicana, superando di fatto la situazione di emergenza, ma ancor di più, per il suo potenziale, aderendo a nuovi paradigmi sociali, ossia aprendosi a nuove aspettative, offrendo al “popolo delle partite iva”, liberi professionisti, neolaureati, disoccupati, agricoltori, ricercatori, precari, artigiani, managers, operai, single, una nuova identità socio-antropologica aperta anche a giovani coppie e a piccoli nuclei famigliari; e, al contempo capace di creare una forma alternativa, per fuori sede e persone libere, di economia upgrade, basata principalmente su implementazioni tecnologiche, nuovi paradigmi eco-energetici, logistici e di nuova mobilità; non di meno orientate al bene comune, alla condivisione di esperienze partecipate, a nuove professionalità itineranti e con creazione di spazi flessibili, aperti, dedicati a nuovi luoghi dell’abitare, comunicare e interagire.

E’ così che viene a definirsi un nuovo modo di vivere gli spazi senza diventare prigionieri del tempo.

Da oltre quarantanni in America è già stata posta in essere l’abitazione itinerante, inverata con i megacamper e le roulotte. Fenomeno che in Italia non ha mai preso piede. Solo negli ultimi anni si è imposto come fenomeno sociale diffuso e di massa, ma nella forma che conosciamo: campeggio, in tempi contingentati, ossia durante il tempo libero e le vacanze, per vivere all’aperto. Nulla a che vedere con il concetto del camperista americano che vive per lunghi periodi in questo modo, e che ha creato uno stile di vita a basso costo, emancipando generazioni. Il fatto è che per noi, questa forma di vita alla Plain Air, e, resta solo un momento da vivere in famiglia in un tempo ristretto. Il pregiudizio mentale e culturale è che “oltre quel tempo” vivere in camper diventa “nomadismo”.

In questo caso più che di una scelta consideriamo la proprietà intrinseca di trasformare una grande emergenza in una soluzione promettente, amichevole, versatile, utile; e con cui fare tendenza. In fondo chiunque possiede un Camper può entrare nella rete riconvertendo il prodotto in un valore.

Si tratta in definitiva di recuperare il vecchio uso del Camper, trasformandolo secondo gli stili che riteniamo più idonei a costituire una inversione del sistema di camperizzazione Plain Air col nuovo marchio di fabbrica: la Xenobia Exit Farm. Non più un mezzo da utilizzare nel tempo libero, che fa storia a se, ma che si identifica con specifiche location e/o parchi itineranti, laboratori e orti; e che fa sentire i proprietari di questi particolari Camper parte di un grande villaggio globale, itinerante, ben congeniato, con la geolocalizzazione di spazi ricreativi e vitali simili a borghi dove coesistono spazi aperti, vere e proprie filiere di servizi per la produzione, le coltivazioni, la loro trasformazione e commercializzazione; dove ognuno può integrarsi nelle forme che ritiene più idonee, viaggiando.

In questo contesto si può anche pensare l’idea di una specifica Xenobia Credit Farm per sostenere finanziariamente il desiderio di ognuno di mettersi in proprio, sfruttando i singoli talenti, con unità abitative itineranti, trasformando l’emergenza in una opportunità di lavoro e crescita personale. Lo stesso istituto può mettere in conto altri investimenti per la creazione di una Generazione Exit.

Da cosa deriva la consapevolezza che in poco tempo si può conquistare una nicchia di mercato così ampia e particolare? Dall’esigenza primaria di molti uomini e donne di voler riconquistare propri spazi e sogni; e di darsi degli obiettivi sicuri e non sindacabili. Si tratta di una esperienza personale maturata negli ultimi anni sulla mia pelle. Ossia l’esigenza di darmi uno spazio in cui non perdere la mia identità, i miei valori, le mie potenzialità professionali, il mio desiderio di stare a contatto con la terra e la gente, le mie prospettive etnoantropologiche, i miei progetti e soprattutto le mie aspirazioni di uomo libero e innamorato della vita. Ho cominciato acquistando un camper per 1000 euro. L’ho riadattato economizzando su tutto, anche sui costi di carburante e con i lavori fai da te. I costi letteralmente bassi di manutenzione, assicurazione e bollo tre volte meno dei costi di una normale autovettura, la possibilità di sostare praticamente ovunque godendomi di volta in volta spettacoli naturalistici e paesaggistici unici, la possibilità di spostarmi, conoscere nuova gente ed essere vettore di nuove opportunità e conoscenze, mi hanno aperto un mondo che ignoravo e che era stato, ahimè, condizionato da un pregiudizio di fondo. Infatti, non solo ho ridotto i costi vivi di bollette e quelli sociali, di appartenenza ad uno status, ma ho anche sentito ridurre la necessità di un lavoro per cui vivere e da cui trarre le sostanze e le risorse per il mantenimento del mio vecchio stile di vita, ma ho recuperato ogni mio spazio e la salute psicofisica. L’ho rivenduto due anni dopo a 2500 euro. Era del 1978. Ne ho comprato un altro dello stesso anno che ho rivenduto a 1000 euro in più. Ora ne ho uno molto più attrezzato, totalmente autosufficiente a gpl, con porta moto. Esiste un mercato dell’usato molto fiorente soprattutto nei mesi che vanno da marzo a giugno ed una nuova forma di maturità legata alla decrescita felice. Molta gente vuole fare prima esperienza.

Facendo indagini di mercato sui camper usati ho anche definito la gamma dei prezzi.

Esistono mezzi datati ma funzionanti che si comprano da 1000 a 5000 euro. Poi si passa al livello superiore che è quello dai 10000 in su. Si potrebbero creare camper super attrezzati che ancora restano sotto i 10000 euro, cifra più che mai abbordabile per chi decide di cambiare stile di vita.

I Xenobia Exit Farmers sono persone che non “devono” spendere più di 10000 euro, per rimanere coerenti con la filosofia del progetto “decrescita felice”. In questo caso possono essere sostenuti, dietro garanzie di partnership/multicomproprietà, fino al raggiungimento di suddetta somma.

Perché tutto ciò possa essere processato in originalità, qualità, efficienza, sicurezza, prospettiva di risultato, ma anche come welfare, il progetto deve considerare, oltre ad una quota di partnership:

  • Costituzione di un team working interdisciplinare XEF per una piattaforma logistica
  • Sistemi delocalizzati per l’intercettazione di camper usati e commercializzazione XEF
  • Officine convenzionate per collaudo dei Camper, riparazioni meccaniche ed elettrice
  • Laboratorio specializzato per la trasformazione, manutenzione e riadattamento XEF
  • Centro servizi: smistamento di domande per Camper XEF, offerte, proposte, noleggio
  • Centro per l’emissione e gestione del Credito XEF anche online, e delle assicurazioni
  • Centro per la ricerca, lo sviluppo di sistemi di sosta XEF; creazione moduli industriali
  • Creazione di location in multicomproprietà; convenzioni con coltivatori diretti e Enti
  • Creazione di una Xenobia Card per Soci e l’accesso ai servizi convenzionati e alla rete
  • Creazione di un sito internet dedicato, di blog e di app per la gestione automatizzata
  • Massimizzazione dell’esperienza di rete, piani marketing e pubblicizzazione progetto
  • Sezione allestimenti, design, gadget sistemi modulari computerizzati e industrializzati
  • Costruzione Camper ad hoc e con moduli a geometrie variabili con omologazione Exit
  • Convenzioni con Enti per assistenza, domiciliazione e accoglienza persone disagiate
  • Noleggio a tempo di Camper XEF stanziali x fissa dimora nella logica di albergo diffuso
  • Format per customer management, customer orientantion, customer problem solving
  • Creazione di Unità di Illuminazione Mobile XEF, Gruppi Elettrogeni, Pronto Soccorso

Il piano di marketing deve prevedere anche queste considerazioni riportate da alcuni bloggisti:

“Potresti aggiungere dalla mia esperienza, anche il fatto che la crisi immobiliare di questo periodo ha creato danni a 50enni che avevano la prima casa e che han perso il lavoro ed han dovuto svendere l abitazione perche ancora col mutuo in corso, rimettendoci alte cifre e nn riuscendo a volte a ricomprare”. “Sai che me li comprerei pure io uno x la vacanze al mare? Chi nn può permettersi albergo lo usa in posti vicini al mare”. “Oppure coinvolgere la Caritàs e prevedere in ogni ‘parcheggio’ X.E.F. dei camper pagati dalla associazione x gli indigenti senza casa”.  “XEF  da 10 punti!”.  “Potrebbero essere utili anche per cantieri temporanei”

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